Presentazione a cura di Angelo Conforti, nelle foto con Mauro Germani
domenica 18 maggio 2014
domenica 11 maggio 2014
Il disagio della postmodernità - 10° Fidenza PsicoFestival
3° Festival dell'Anima
Convegno Nazionale AEP
Convegno Nazionale AEP
10° Fidenza PsicoFestival
Fidenza
Sabato 17 Maggio 2014
"Il disagio della
postmodernità"
Programma
Ore 16.30
Ore 16.30
Conversazione a più voci su "Il
disagio della civiltà oggi":
- dottoressa Letizia Manneschi, neurologa presso l'Ospedale di
Vaio/Fidenza
- dottoressa Rossella Giacometti, psicoanalista della Libera Universitas
Psicoanalitica (Lunipsi) di Torino
- professor Angelo Conforti, insegnante di filosofia e psicologia
Ore 18.30
Presentazione
Mauro
Germani, poeta, scrittore e saggista, presenta il
suo libro "Gaber, il teatro del pensiero" e ci parla di questo grande
anticipatore della crisi attuale e del disagio della postmodernità
Ore 21.30
Cineforum
Proiezione del film Venere
in pelliccia (Francia, 2013, 96’) di Roman Polanski, con Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric.
Ingresso: 5 euro
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Direttore: Angelo Conforti
Direttore scientifico: Gabriele La Porta
mercoledì 30 aprile 2014
giovedì 10 aprile 2014
martedì 1 aprile 2014
Presentazione del libro "Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero" a Cinisello Balsamo (MI)
Inizio modulo
Civica Scuola di Musica | Villa Ghirlanda, Via Frova, 10 - CINISELLO
BALSAMO
9 Aprile
2014 | ore 21.00
Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero, Editrice Zona, 2013
Presentazione del libro
Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero
di Mauro Germani
Editrice Zona, 2013
Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero
di Mauro Germani
Editrice Zona, 2013
Intervengono:
Mauro Germani, autore del libro
Mauro Gaffuri, giornalista, autore della prefazione
Mauro Germani, autore del libro
Mauro Gaffuri, giornalista, autore della prefazione
Verranno eseguiti alcuni brani di Giorgio Gaber dagli allievi della Civica
Scuola di Musica:
Claudio Cocchetto, voce, La Ballata Del Cerutti
Valentina Lecca, voce, Lo Shampoo
Eleonora Marazzita, voce, Torpedo Blu
Alessandro Milzoni, voce, Non Arrossire
Paolo Ribelli, voce, Non Insegnate Ai Bambini
Anthea Schiavano, voce, Quando Sarò Capace Di Amare
Raniero Bonaventura, pianoforte
Stefano Di Niglio, batteria
Martina Milzoni , contrabbasso
Claudio Cocchetto, voce, La Ballata Del Cerutti
Valentina Lecca, voce, Lo Shampoo
Eleonora Marazzita, voce, Torpedo Blu
Alessandro Milzoni, voce, Non Arrossire
Paolo Ribelli, voce, Non Insegnate Ai Bambini
Anthea Schiavano, voce, Quando Sarò Capace Di Amare
Raniero Bonaventura, pianoforte
Stefano Di Niglio, batteria
Martina Milzoni , contrabbasso
Gaber si definiva "un filosofo ignorante".
Questa espressione - che rimanda al sapere di non sapere di Socrate - rivela non solo la continua volontà di ricerca intorno all’uomo, ma anche il proposito di non arrendersi mai di fronte a presunte verità confezionate.
Questa espressione - che rimanda al sapere di non sapere di Socrate - rivela non solo la continua volontà di ricerca intorno all’uomo, ma anche il proposito di non arrendersi mai di fronte a presunte verità confezionate.
Il pensiero a cui tende tutta l’opera di Gaber non è l’affermazione di un
sapere organicamente costituito, né di una specifica ideologia, quanto uno
slancio, una tensione ideale che vuole essere un tutt’uno con l’esistenza, con
l’esserci, qui e ora, dell’uomo.
Una spinta utopica che cerca di dare senso concreto al nostro essere nel
mondo, una riflessione che indaga incessantemente la vita, rivelandone anche
gli aspetti più drammatici e contraddittori, un impegno etico cui l’uomo
autentico non può e non deve sottrarsi.
Mauro Germani è nato a Milano nel 1954 ed è laureato in Filosofia.
Nel 1988 ha fondato la rivista di scrittura, pensiero e poesia "Margo", che ha diretto fino al 1992.
Ha pubblicato opere di poesia e narrativa ed è autore di numerosi interventi critici su autori classici e contemporanei.
L’ultima sua opera in versi è Terra estrema (L’arcolaio, 2011); ha curato L’attesa e l’ignoto. L’opera multiforme di Dino Buzzati (L’arcolaio, 2012).
È insegnante di Lettere presso la scuola secondaria di primo grado "Marconi" di Cinisello Balsamo.
Nel 1988 ha fondato la rivista di scrittura, pensiero e poesia "Margo", che ha diretto fino al 1992.
Ha pubblicato opere di poesia e narrativa ed è autore di numerosi interventi critici su autori classici e contemporanei.
L’ultima sua opera in versi è Terra estrema (L’arcolaio, 2011); ha curato L’attesa e l’ignoto. L’opera multiforme di Dino Buzzati (L’arcolaio, 2012).
È insegnante di Lettere presso la scuola secondaria di primo grado "Marconi" di Cinisello Balsamo.
giovedì 21 novembre 2013
martedì 1 ottobre 2013
Nota di Nadia Agustoni su "Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero
Un libro per temi e un libro per Giorgio Gaber, questo di Mauro Germani. I temi sono quelli del percorso artistico di Gaber, e ci portano a quel suo essere stato uomo e artista, filosofo che non sa e voce su un palcoscenico. Dalla TV al teatro canzone, dal teatro d'evocazione all'anti-ideologia, che non è disimpegno, fino ai suoi riferimenti letterari dove spiccano i nomi di Sartre, Pasolini, Louis-Ferdinand Céline, seguiamo Gaber nel suo ragionare su corpo e amore, sentimenti e società e sul potere, la morte e Dio.
Mauro Germani scrive dell'artista, che ha conosciuto dall'inizio della sua svolta al Piccolo di Milano nella stagione 1970-71, con una partecipazione che è quella di chi condivide un percorso e riconosce una ricerca che ha la concretezza delle cose vere e il fiato di chi vuole il cambiamento senza facili giochi e finte idee o peggio finti ideali. Un Gaber non facile e nello stesso tempo facilissimo da comprendere, esistenzialmente, ma solo per chi ama quel pensiero che è pensarsi in relazione agli altri e insieme capace di dire le cose meno accettate.
La singolarità di Gaber rispetto agli altri cantautori è ben evidenziata. Nessuna poeticità in Gaber piuttosto un cercare forme linguistiche che sono proprie della prosa e in particolare del teatro. L'autore che sente più vicino è infatti quel Céline dalla scrittura febbrile che nulla lascia intatto.
Nel parlare della morte e di un Dio "senza altari" c'è l'uomo che si interroga fino in fondo, senza arrendersi, se non al silenzio di un ascolto diverso. Lasciando perdere l'irrealtà, propinata con i soliti mezzi da potere e da chi fa baccano, c'è un sentire che travalica ormai l'etica e si fa visione di una possibilità nuova. Una possibilità intuita, infine, anche dal fondo di tanta amarezza per ciò che poteva essere, ma non è stato che breve o meno breve per alcuni, rivolta.
Tutti temi che hanno travolto una generazione e più di una generazione, spesso in modo tragico, sono in questo libro, agile e insieme con un peso che induce di nuovo, da capo, alla volontà di capire e quindi aprire domande.
Nadia Agustoni
Nota pubblicata su Rai- News Poesia, a cura di Luigia Sorrentino, il 28/02/2014
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