«E
infine, tutto ciò che questa nostra vita esprime – pensieri,
sforzi, sguardi, sorrisi, parole, sospiri – tutto tende verso
l’altra sponda, come verso una meta, e solo con questa acquista il
suo vero senso. Tutto ci porta a superare qualcosa, a oltrepassare:
il disordine, la morte o l’assurdo. Poiché tutto è passaggio, è
un ponte le cui estremità si perdono nell’infinito e al cui
confronto tutti i ponti di questa terra sono solo giocattoli da
bambini, pallidi simboli. Mentre la nosta speranza è su quell’altra
sponda»
(1963)
Ivo Andrić, I ponti, in Racconti di Bosnia, Newton Compton, 1995
