venerdì 16 gennaio 2026

Per Rinaldo Caddeo


Caro Rinaldo,

sei riuscito a stupirci ancora una volta. Come in uno dei tuoi racconti, sei sparito improvvisamente, rapito dall’invisibile e dalla notte, simile al misterioso pensionato della tua ultima straordinaria plaquette.

Eri così bravo a costruire storie imprevedibili e con finali a sorpresa, che non ci sembrerebbe strano che ora tu ci facessi sapere – chissà come – che la realtà è un’altra e non è come sembra.

Io, poi – da credente – non ti dico addio, ma mi aspetto di incontrarti di nuovo in quell’altrove dal quale ci guardi e forse sorridi, come il tenente Giovanni Drogo del Deserto dei Tartari, che entrambi abbiamo molto amato e di cui abbiamo spesso parlato e scritto.

Grazie per tutto.

Mauro