mercoledì 19 ottobre 2016

Incontro con l'autore: Giovanni Duminuco

7 DOMANDE A…
GIOVANNI DUMINUCO



Quali autori sono stati fondamentali per la tua formazione?

I grandi scrittori russi. Dostoevskij, in modo particolare, scoperto in età giovanile. Furono anni di letture costanti e impegnate: Proust, Musil, Pirandello, Beckett. Poi arrivò la poesia: Ariosto, Leopardi, Rilke, Celan. E a seguire (in ordine puramente casuale e tralasciando tanti nomi, sarebbero davvero troppi da elencare): Hoelderlin, Campana, Sciascia, Cacciatore, Joyce, Bernhard, Bufalino, Camus, Consolo, Luzi, Bonnefoy, Simon.

Quali sono le caratteristiche principali della tua opera?

Da una parte un’idea di sradicamento, l’essere fuori sede; dall’altra, la presenza costante nel dire attraverso la parola. Questo alternarsi di visioni contrapposte rientra nell’ottica di una dinamica complessa e non lineare, che ho sempre ricercato; un abbandono del dualismo in vista di un suo oltrepassamento verso una più ampia prospettiva in grado di cogliere la relazione tra le parti che costituiscono una totalità. Il mio ultimo libro, La ferita distorta dell’agire (Formebrevi Edizioni 2016) è un viaggio della parola dentro sé stessa, nel tentativo, spesso disatteso, di cogliere questa dimensione.

Come vivi il tuo rapporto con la scrittura?

È un rapporto rimasto immutato nel corso del tempo, un lavoro costante e metodico. Lo definirei necessario. Non ho mai esperito la scrittura quale momento di evasione, ma pratica quotidiana da assolvere con impegno.

Qual è, a tuo avviso, lo stato della cultura in Italia e della poesia in particolare?

Viviamo nell’epoca della spettacolarizzazione e dell’autocompiacimento, della cultura esibita alla stregua di un prodotto da propagandare. Oggi la tecnologia impone un’esposizione mediatica che spesso si traduce nella necessità narcisistica della ricerca di un consenso. In Italia si legge pochissima poesia. La poesia è difficile. Tuttavia, in molti la scrivono, più di quanti la leggano. Magari pensando che basti andare a capo. Accade spesso di leggere la stessa voce. Esiste una sottile tendenza all’omologazione.

Oltre alla scrittura, quali forme d'arte ti attraggono particolarmente?

La musica, il teatro.

Un autore da riscoprire?

Edoardo Cacciatore, uno dei più grandi poeti del Novecento.

Un libro da leggere assolutamente?

Diceria dell’untore, di Gesualdo Bufalino.


NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA

Giovanni Duminuco (1980) vive e lavora in Sicilia. È attivo nel campo della ricerca filosofica e letteraria, con diversi studi pubblicati in riviste specializzate. Vincitore della XXVII edizione del Premio Montano, ha pubblicato nel 2013 la raccolta poetica Dinamiche del disaccordo (Anterem Edizioni) e La ferita distorta dell’agire (Formebrevi Edizioni). 


TESTO TRATTO DA LA FERITA DISTORTA DELL’AGIRE

Quale mare dovevi navigare sulla zattera di pietra, quale lido mortale approdare nei giorni del nero? Nella notte riparata dal sonno dei giardini percorsi dalle mani, inseguendo gli sguardi che imprigionano l’abitudine della fine, mai compresa, nell’ora che insegue il tempo del ricordo, le increspature dell’acqua, il fuoco e la tenebra (giardino di memoria, dove riposa il sangue) nella notte che morde la voce dei tuoi passi, quale mare volevi annegare?