giovedì 1 settembre 2016

Incontro con l'autore: Christian Tito

7 DOMANDE A...
CHRISTIAN TITO


Foto di Donatella D’Angelo  

Quali autori sono stati fondamentali per la tua formazione?

Tutto ciò che ho letto, se portato a termine con curiosità e piacere, credo mi abbia influenzato. Dovrei dunque fare una lista enorme, ma se mi chiedi di ridurla all'osso allora dico: I Vangeli in particolar modo quello di Giovanni, il Tao Te Ching di Lao Tzu, l’Hagakure di Yamamoto, Ungaretti, Caproni, Di Ruscio, Carver, McCarthy.

Quali sono le caratteristiche principali della tua opera?

Lavoro costantemente e da sempre nel tentativo di spoliazione retorica e di abbattimento della tentazione seduttiva. La cosa che più mi dà dispiacere è ammettere, in primo luogo a me stesso che, rispetto a questi obbiettivi, qualche volta ho sbagliato. 
David Foster Wallace scriveva:
"Devi disciplinarti e imparare a dar voce solo alla parte di te che ama le cose che scrivi, che ama il testo a cui stai lavorando. Che ama e basta, forse."

Come vivi il tuo rapporto con la scrittura?

La scrittura per me è una pratica esplorativa e conoscitiva solo conseguente al vivere. Il vivere offre una complessità e un' immensità di ricchezze esperienziali il cui succo, a volte, vale la pena tradurre in scrittura, immaginando questa come un dono, una traccia da lasciare agli altri componenti della tua specie per dire - anch'io ho fatto parte dell'umanità; ho tentato di contribuire un pochino a capire che animale sono.-
Va da sé che scrivo pochissimo.

Qual è, a tuo avviso, lo stato della cultura in Italia e della poesia in particolare?

Penosamente asservito al potere lo stato della cultura,  penosamente asservita al narcisismo lo stato della poesia. Ovviamente  sono cose legate tra loro. Il potere, questo potere, è contemporaneamente padrone e schiavo del mercato; ha generato per suo interesse e per la sua autoalimentazione un sistema di schiavi del consumo, dell'edonismo, dell'individualismo più bieco. Questo "stato" delle cose è capace di esercitare un'influenza mostruosa su tutti,  anche sugli aspiranti poeti che, finché vivranno sotto questo malefico incantesimo, resteranno aspiranti.
I poeti veri sono quelli che hanno e avranno la forza di rappresentare una rottura netta con tutto ciò. Ci vuole una forza enorme. Dunque è fisiologico constatare che sono stati, sono e saranno pochissimi, come è normale e giusto che sia.

Oltre alla scrittura, quali forme d'arte ti attraggono particolarmente?

L'arte l'amo tutta senza nessuna esclusione.
In particolare adoro il cinema che mette insieme musica (che è stata e forse resta il mio primo amore), immagini, parole e senso.

Un autore da riscoprire?

Luigi Di Ruscio, ma in questo caso forse si tratta di scoprire più che riscoprire. Nel mio piccolo ho cercato di fare qualcosa per questo autore eroico, straordinario, fuori da qualsiasi possibilità di incasellamento dentro una scuola o una tendenza di scrittura.  Era semplicemente una furia della natura precipitata sulla carta in modo unico e inimitabile.

Un libro da leggere assolutamente?

Se questo è un uomo di Primo Levi. Un libro che in fondo, nelle sue molteplici varianti,  accade ogni giorno.


UNA POESIA DI CHRISTIAN TITO

Ti daranno infinite occasioni per piegarti
 e tu non ti piegare,
 basterà uno sguardo a certe facce
 per sentire minacciata la tua fede,
 ma tu credi, credi sempre figlio mio,
 e non credere che ogni credo poi non muti,
 ma dentro quel mutare qualcosa si conserva:
 quel passarci dentro agli occhi un po' di luce,
 quel dirti a bassa voce solamente che ci siamo,
 che per te volevamo solo esserci
 e, miracolosamente,
 nel miracolo della tua vita,
 per un po'
 ci siamo stati.

NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA
Christian Tito, nato a Taranto nel 1975, vive a Milano dove lavora come farmacista. Poeta e Film-maker, ha pubblicato le raccolte di poesia: Dellessere umani, Manni, Lecce, 2005; Tutti questi ossicini nel piatto, Zona, Arezzo, 2010 e, di recente, la Plaquette Ai nuovi nati nella collana Fiori di Torchio pubblicati dal circolo culturale Seregn de la memoria. In prosa Lettere dal mondo offeso, Arcolaio, Forlimpopoli, 2014, un volume che raccoglie il carteggio con Luigi Di Ruscio. È tra i fondatori e redattori del blog di poesia e arte contemporanea “Perigeion”.