domenica 10 luglio 2016

Incontro con l'autore: Lorenzo Mari

7 DOMANDE A...
LORENZO MARI


"credits: Daniele Ferroni 2012"



Quali autori sono stati fondamentali per la tua formazione?

Si fa riferimento alla tradizione poetica italiana? In quel caso: Pasolini, Fortini, Giudici, Sanguineti, Porta, Rosselli, Vicinelli, Mesa, e molti altri ancora.
Snocciolando questi nomi, però, si rischia di perpetuare una condizione – una sorta di “angoscia dell’influenza” bloomiana – che tende a rinserrare la produzione poetica italiana entro i suoi confini più o meno canonici e a una prospettiva che è talvolta provinciale, o quantomeno asfittica.
Sarebbe giusto affiancare a questi nomi, almeno per me, la lettura della poesia in lingua spagnola e inglese (ma come lettura formativa, il primo libro che citerei sarebbe quasi sicuramente un testo in lingua tedesca: “La fine del Titanic” di Hans Magnus Enzensberger) e molta narrativa.
Leggo molta più narrativa che poesia, infatti, e, tornando a momenti decisivi della mia formazione, direi: Flaubert, Céline e Kafka, insieme anche a Beckett, Joseph Roth e García Márquez.

Quali sono le caratteristiche principali della tua opera?

Non lo so: ho sempre pensato che non stesse a me parlarne in questi termini. Dovessi incrociare alcune risultanze comuni ad alcuni che me ne hanno parlato, invece, direi che sono d’accordo con questo elenco un po’ spontaneo e dunque probabilmente parziale: gusto per il paradosso, pratica (narcisista) dell’understatement, tensione verso una qualche forma di allegorismo, ipocondria, zoofilia, moralismo, velleitarismo.

Come vivi il tuo rapporto con la scrittura?

Ne sono uscito vivo parecchie volte, quindi c’è qualcosa che non va.

Qual è, a tuo avviso, lo stato della cultura in Italia e della poesia in particolare?

Non sono d’accordo con chi, parlando dello stato della poesia, sostiene che la sua marginalità editoriale, culturale, politica dia al tempo stesso grandi margini di libertà. Mi limiterei, piuttosto, a dire che, da qualche tempo a questa parte, e non necessariamente dalla caduta del Muro di Berlino, si sta diffondendo un’adesione del tutto ideologica alla cosiddetta “fine delle ideologie” che sta impoverendo e mistificando a macchia d’olio la produzione culturale che ha luogo in Italia.

Oltre alla scrittura, quali forme d'arte ti attraggono particolarmente?

Cinema e musica. In subordine, danza e fotografia.

Un autore da riscoprire?

Cristina Annino.

Un libro da leggere assolutamente?

Narrativa: Stati di grazia di Davide Orecchio. Poesia: Venti sonetti di Massimo Sannelli (riscritti e recentemente ripubblicati sul suo sito “Lotte di Classico”).


UNA POESIA DI LORENZO MARI


Delle api

Non so delle api, non so dire, ché api,
in fondo, sono sciami lunghi e lenti
che dicono, vasti, contro la fine e sono
ebeti – traducono, tramandano,
cancellano – e come sforzino
il polline, di nuovo, non so dire.

                                   (da AA. VV., Centrale di transito, Giulio Perrone, 2016)


NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA

Lorenzo Mari (Mantova, 1984) ha pubblicato alcune raccolte di poesia, tra le quali le più recenti sono Nel debito di affiliazione (L’Arcolaio, 2013) e Ornitorinco in cinque passi (Edizioni Prufrock Spa, 2016). Traduce dall’inglese (Afric McGlinchey, La buona stella delle cose nascoste, L’Arcolaio, 2015) e dallo spagnolo (Pablo López-Carballo, La precisione dell’indifferenza, Edizioni Carteggi Letterari, 2016). Insieme a Luigi Bosco, Davide Castiglione e Michele Ortore coordina il sito letterario In Realtà, La Poesia.