domenica 1 maggio 2016

Incontro con l'autore: Luca Minola


7 DOMANDE A...

LUCA MINOLA




Quali autori sono stati fondamentali per la tua formazione?

Gli autori fondamentali per la mia formazione sono tanti, troppi. Devo dire che è difficile fare dei nomi. Penso che in qualche modo si prenda sempre e un po’ da tutti. Comunque direi Campana, Ungaretti e Montale che sono dei classici. Poi direi vari autori della seconda metà del novecento che ormai sono dei classici anche loro come Penna, Luzi, Caproni, Zanzotto, Sereni, Giudici, Fortini, Risi e Raboni. Parlando dei viventi direi Neri, Cucchi, Viviani, De Angelis, Bellezza, Magrelli, Santagostini, Benedetti, Anedda. Anche se ripeto ci sono altri autori anche giovani che sicuramente mi hanno aiutato nella mia formazione, anche solo per una lettura, un verso, una poesia.  Per gli stranieri direi Bonnefoy, Celan,  Strand, e ultimamente Gamoneda, Zagajewski, Patrikios e Lutz Seiler.

Quali sono le caratteristiche principali della tua opera?

E’ sempre difficile parlare delle caratteristiche della mia opera, anche perché credo, visto la mia giovane età, che non si possa ancora parlare di opera ma di lavoro, di percorso intrapreso.  Comunque sicuramente un tentativo di precisione e rinnovamento della lingua stessa. Amo l’elemento delle immagini in generale, del paesaggio esterno e interno a me, del frammento che può e che deve riportare la realtà ormai sfaccettata in cui viviamo. Per essere positivo parlerei di frammenti che vertono verso la luce, luminosi. Anche se amo anche in qualche modo l’oscurità e l’ombra come esatto opposto.

Come vivi il tuo rapporto con la scrittura?

Vivo il rapporto con la scrittura in maniera poco esigente. Qualche anno fa pretendevo da me tanto e troppo, scrivevo molto di più e con molte più ansie. Adesso scrivo molto poco, ci sono interi periodi dove non scrivo affatto e credo che sia più importante leggere che scrivere. La scrittura, almeno la mia, ha bisogno di molte pause e di molto tempo per esistere.

Qual è, a tuo avviso, lo stato della cultura oggi in Italia e della poesia in particolare?

La cultura in Italia mi sembra soprattutto maltrattata, poco valorizzata. Potrebbe far muovere un intero paese ma interessa poco, men che meno la poesia, devo dire che un po’ è sempre stato così ma forse adesso è anche peggio. La poesia pretende attenzione e ascolto, elementi che la contemporaneità non vuole minimamente affrontare, si preferisce lo spettacolo fine a se stesso, una “cultura” da rotocalchi che non chieda di affrontare nulla che debba essere solo perdita di sé e valvola di sfogo. Devo anche dire però che ci sono realtà molto promettenti fra i giovani in particolare. Conosco molti giovani che trattano la poesia e che vivono la poesia come qualcosa di unico, che spendono tutte le loro capacità e le loro forze in quest’arte che non è una passione o un hobby ma qualcosa di unico che li fa vivere in fortissime emozioni sia positive che negative ma che in qualche modo li rende unici e diversi. Devo anche ricordare Alberto Pellegatta che mi ha aiutato molto nei miei primi passi nel mondo della poesia.

Oltre alla scrittura, quali forme d’arte ti attraggono particolarmente?

Musica e sicuramente l’arte soprattutto contemporanea.

Un autore da riscoprire?

Almeno due: Giuseppe Piccoli e Gregorio Scalise.

Un libro da leggere assolutamente?

“Vita d’un uomo”, tutta l’opera di Giuseppe Ungaretti, dopo Dante e Leopardi nessuno mai è riuscito a toccare un livello così alto nella lingua italiana.


UNA POESIA DI LUCA MINOLA

Vuoi dire la luce che avanza.
Segna qualcosa di intravisto: l’ipotesi di altri giorni.
Resterai fuori. I ritmi di sottofondo si aprono.
Ogni cosa spinge con la voce attuale.

Gli alberi si placano nel loro Impero
una seconda notte, un giardino di riposi.

Sparisce ancora per poco un tempo.

Da Bisestile di poesia, EDB Edizioni, 2016.


NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA

Luca Minola è nato a Bergamo nel 1985. Ha pubblicato con F. M. Tipaldi la raccolta Il sentimento dei vitelli, EDB, 2012, Premio Maconi Giovani 2013. Alcuni suoi testi sono contenuti nel Quadernario Almanacco di Poesia a cura di Maurizio Cucchi, LietoColle, 2014, in  Smerilliana  n° 18 nella sezione “Poesia italiana, sulle tracce di una generazione “ a cura di Franca Mancinelli, 2015, nel Bisestile di poesia, a cura di Alberto Pellegatta, EDB Edizioni, 2016. Inoltre le sue poesie sono pubblicate sui blog Interno poesia e Nuovi Argomenti.  E’ redattore dell’Almanacco del ramo d’oro e del blog Golden Blog.