martedì 13 dicembre 2011

Incontro con l'autore: Stefano Raimondi

27/05/2011
Decimo incontro con l'autore.
E' questa la volta di
Stefano Raimondi, una delle voci più significative della nostra poesia contemporanea.
Della sua ultima raccolta,
Interni con finestre (La Vita Felice, 2009), si è già occupato questo blog (qui)



7 DOMANDE A…
STEFANO RAIMONDI





 
Quali autori in particolare sono stati fondamentali per la tua formazione?

Ogni autore che è stato capace di comunicarmi un’intesa, una relazione e  che abbia saputo instaurare concretamente un incontro. Perché se è vero quello che ebbe a scrivere Paul Celan “La poesia è come una stretta di mano”, è lì che si va a concrezionare un percorso, un cambiamento una “svolta di respiro”. Ogni lettura è una specie di rimpatrio in ciò che nel testo si trova come luogo di riconoscimento e d’intesa. Leggere è diventare ciò che si segue tra le parole e la sua impronta si decanta in ognuno di noi come dono di scambio, come gesto di disponibilità.
T.S. Eliot diceva che rubare ai maestri non è rubare ma prendere  a prestito per crescere.

Quali sono le caratteristiche principali della tua opera?

Ogni poesia che scrivo si installa su un rapporto concreto tra Arte e Vita, tra Esperienza e Respiro. La poesia nasce come Attenzione e come decanto in uno stato/luogo poetico che diventa territorio e orizzonte. Nel mio scrivere, il discorso poematico è uno dei punti sul quale incentro interamente il mio lavoro poetico. Penso che in prima istanza la Progettualità poetica- in senso portiano -  sia il primo livello di ispirazione. La sua architettura imbastisce il reggere delle occasioni e delle improvvisazioni che la realtà, il quotidiano impone come atti di Vita.

Come vivi il tuo rapporto con la scrittura?

Il mio rapporto con la scrittura è molto sereno e felice. Penso che scrivere e avere la possibilità di rivelarlo a qualcuno sia una fortuna. Scrivo per necessità e respiro, scrivo per somiglianza a me stesso e al mondo che ho scelto per farmi essere individuo e persona, pensando sempre che la poesia sia un modo di stare al mondo.

Qual è a tuo avviso lo stato della cultura oggi in Italia e qual è secondo te la funzione della poesia?

Purtroppo penso che lo stato della cultura oggi nel nostro paese stia attraversando un momento di vero disagio. Un malessere agito da una condizione politica che non ha nulla a che vedere con il vero senso della cultura, né con la sua reale valutazione. Il senso primo del sapere è proseguire verso un miglioramento e non verso un mero apparire del “sapere”.
La funzione della poesia è la crescita, la rivoluzione, la verità. Alla poesia bisogna chiedere di “farsi credere”.

Oltre alla scrittura, quali forme d’arte ti attraggono particolarmente?

Le arti figurative sono l’altra parte della visionarietà della parola, intesa come segno, come impronta, come lettura.

Un autore da riscoprire?

Giuseppe Ungaretti per me è la scintilla, la pietra focaia della nostra poesia.

Un libro da leggere assolutamente?

“I Dialoghi con Leucò” di Cesare Pavese è stato per me un libro decisivo e formativo. Un testo che ha saputo essere antico e contemporaneo insieme, lirico e narrativo. Un’opera che ha nell’esperienza umana il suo caleidoscopico senso e la sua originalità.



UNA POESIA DI STEFANO RAIMONDI

[dalla raccolta inedita “Le grazie dell'acqua”]




                          Ci sono parole dette per ultime:
                           le temute, le chiare.


Sento il rumore delle veglie
lo scardinare dei fili nel lino
tirarsi nell'appresso dell'ora
quell'unica marca rimasta
della quiete.
E non provo dolore per nulla
e nelle ossa il bianco grida
la sua comunione d'acqua
la sua reggenza di luce.




Stefano Raimondi (Milano, 1964) poeta e critico letterario, laureato in Filosofia (Università degli Studi di Milano). Sue poesie sono apparse nell’Almanacco dello Specchio (Mondadori, 2006). Ha pubblicato Invernale (Lietocolle, 1999); Una lettura d’anni , in Poesia Contemporanea. Settimo quaderno italiano  (Marcos y Marcos, 2001); La città dell’orto, (Casagrande, 2002); Il mare dietro l’autostrada (Lietocolle, 2005), Interni con finestre (La Vita Felice, 2009). È inoltre autore di: La ‘Frontiera’ di Vittorio Sereni. Una vicenda poetica (1935-1941), (Unicopli, 2000), Il male del  reticolato. Lo sguardo estremo nella poesia di Vittorio Sereni e René Char, (CUEM, 2007) e curatore dei seguenti volumi: Poesia @ Luoghi Esposizioni Connessioni, (CUEM, 2002) e [con Gabriele Scaramuzza] La parola in udienza. Paul Celan e George Steiner, (CUEM, 2008). È tra i fondatori della rivista di filosofia “Materiali di estetica”. Collabora a “PULP libri”, “Più Libri”, “Poesia” e tiene corsi sulla poesia in diverse associazioni culturali e strutture scolastiche. Curatore del ciclo d’incontri “Parole Urbane”.