domenica 11 dicembre 2011

Incontro con l'autore: Nicola Vacca

17/06/2010
L'ultimo incontro, prima della pausa estiva, è con Nicola Vacca, poeta, scrittore, critico letterario e giornalista particolarmente attento alle voci della poesia contemporanea e alla realtà del nostro Paese, come testimonia il testo inedito che segue l'intervista, nel quale è presente una forte tensione civile e morale.

7 DOMANDE A...
NICOLA VACCA





vacca1Quali autori in particolare sono stati fondamentali per la tua formazione?
Karl Kraus, Céline, Cioran e tutti quegli irregolari che hanno scritto contro il proprio tempo. Ma anche poeti come Ungaretti e Mario Luzi. Ancora oggi da leggere e da rileggere per capire dove deve andare la poesia per non perdersi.

Quali sono le caratteristiche principali della tua opera?

Scrivo perché c'è sempre qualcuno per cui vale la pena di scrivere. Scrivo soprattutto in versi perché la poesia, soprattutto in questo momento, mi sembra il modo migliore per attraversare la realtà. L'attraversamento è l'unico modo per testimoniare la parola davanti al disordine che impera.

Come vivi il tuo rapporto con la scrittura?

Sicuramente è una questione epidermica. Non so se essa sia una forma di salvezza. Ma un tentativo va fatto. Non voglio lasciare nulla d'intentato nella provvisorietà dei giorni che viviamo.

Qual è, a tuo avviso, lo stato della cultura oggi in Italia e qual è secondo te la funzione della poesia?

Siamo tra le rovine sulle quali i chierici  del pensiero sanno servire soltanto il politicamente corretto. Non ci sono intuizioni, né spiriti liberi. Soltanto conformismo e perbenismo. Il comatoso stato della cultura è rappresentato dagli intellettuali che sposano le convenzioni di un marketing delle idee omologate.

Oltre alla scrittura, quali forme d'arte ti attraggono particolarmente?
Il cinema come grande mondo di visioni altre.

Un autore da riscoprire?

Guido Morselli.

Un libro da leggere assolutamnte?

I quaderni di Cioran o in alternativa Bagatelle per un massacro di Céline.



UNA POESIA INEDITA DI NICOLA VACCA

Il grande nulla italiano


Il paese è caduto nelle mani
dell'arbitrio di pochi.
Si sono chiusi nel palazzo
hanno spento la luce sul bene comune.
La repubblica è marcia
perché solo i prepotenti
sostengono di avere ragione.
Delle leggi fanno macerie
alzano la voce per avvisare
che nessuno spinga il pedale fino in fondo.
La libertà annega
la deriva si apre sul baratro
del grande zero della democrazia.



Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in Giurisprudenza, vive a Roma. E' scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alla pagine culturali di quotidiani e riviste.
Svolge, inoltre, un'intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea. E' il curatore del blog Nel verso giusto.
Ha pubblicato: Nel bene e nel male (Schena, 1994), Frutto della passione (Manni, 2000), La grazia di un pensiero (prefazione di Paolo Ruffilli, Pellicani, 2002), Serena musica segreta (Manni, 2003), Civiltà delle anime (Book editore, 2004), Incursioni nell'apparenza (prefazione di Sergio Zavoli, Manni 2006), Ti ho dato tutte le stagioni (prefazione di Antonio Debenedetti, Manni 2007), Frecce e pugnali (prefazione di Giordano Bruno Guerri, Edizioni Il Foglio, 2008), Esperienza degli affanni (Edizioni Il foglio, 2009).