martedì 13 dicembre 2011

Incontro con l'autore: Giovanni Nuscis

21/10/2011
Il dodicesimo incontro con l'autore vede come protagonista Giovanni Nuscis.
A proposito della sua scrittura poetica, Roberto Rossi Testa - nella prefazione al volume La parola data (L'arcolaio, 2009) - ha scritto che " la poesia di Nuscis cerca assiduamente il punto di incontro e congiunzione tra visione e visionarietà, sia quest'ultima profetica o più concretamente civile".

7 DOMANDE A...
GIOVANNI NUSCIS







giovanni_nuscis_2Quali autori in particolare sono stati fondamentali per la tua formazione?

La mia formazione letteraria è stata in prevalenza extrascolastica e parallela al mio percorso di studi, nel senso che la scuola vi ha inciso poco, nascendo spontaneamente con le letture dell’infanzia e, andando avanti con gli anni, con quelle consigliate o scoperte da solo. Gli autori per me fondamentali, letti intorno ai vent’anni, sono stati soprattutto i narratori (Proust, Mann, Kafka, Hesse, Tolstoj, Gogol, Dostoevskij, Goethe, Kleist, Buzzati, Satta), con le eccezioni di Leopardi, Campana, Rilke, Verlaine, Holderlin, Puskin, Rimbaud, Majakowskij, Pasternak e pochi altri.  La passione per la poesia è venuta più tardi, con la lettura della poesia del primo e secondo novecento italiano, a partire dai più noti Montale, Saba, Ungaretti, Caproni, Penna, Sereni, per estendere poi l’attenzione ai molti altri  meno noti ma talvolta assai importanti,  dentro una galassia in continua espansione conosciuta anche grazie all’attività di redattore di un blog collettivo (La poesia e lo spirito).

Quali sono le caratteristiche principali della tua opera?

E’ stato scritto che la mia poesia contiene una certa tensione civile, probabilmente per un sentimento del tempo, di questo tempo caratterizzato da una deriva etica e politica della società italiana, e da una crisi economica gravissima, creando povertà e diseguaglianza sociale dentro una contrapposizione di valori e di classe; parlarne in poesia, dando adeguata forma ai sentimenti e alle considerazioni che ne derivano, nasce dalla necessità di capire, da un dovere di consapevolezza e di scelta responsabile, sapendo che all’anomia e all’ingiustizia sistematica s’accompagna spesso anche una bellezza denegata.
I temi, naturalmente, non sono solo quelli. Credo infatti che emerga dai miei testi il tentativo di cogliere dell’esistenza il senso e l’essenza più profonda ed immutabile; ma anche gli aspetti più in ombra, gli scarti anche minimi rispetto all’ordinario, focalizzandovi l’attenzione descrittiva e la riflessione; descrizioni volte, però, più che a fotografare, a ri-creare ed espandere il mondo, anche grazie al gioco infinito sulla lingua, con la sua polisemia e la sua evocatività e musicalità.


Come vivi il tuo rapporto con la scrittura?

Il rapporto è duro e faticoso e mai scontato, aperto com’è ad un confronto aperto  con le altre scritture e tendenze; considerando anche le esperienze che sento lontane perché infelici o immature – nello stile e nella prospettiva tematica -  che sono comunque utili, perché ci dicono cosa è bene evitare nella nostra scrittura; il rapporto è difficile, dunque, per il lavoro infinito sul testo, che chiede ascolto, reclama una sua fisionomia peculiare che va intuita e assecondata.

Qual è, a tuo avviso, lo stato della cultura oggi in Italia e qual è la funzione della poesia?

E’ un discorso complesso, che richiederebbe maggiori informazioni in materia. Penso che potrebbero essere utili a un giudizio quei dati che, in una certa misura, sono sintomatici di una crescita o decrescita culturale, come ad esempio il numero di libri letti nel periodo da una determinata percentuale di persone (osservando i dati ufficiali Istat, risulta aumentato negli anni il numero di coloro che, dai sei anni in su, hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi per motivi non strettamente scolastici o professionali: il 46,8% nel 2010 contro il 39% c. del 2001; nel 2010, è risultato inoltre che il 7,8% delle famiglie italiane possedeva più di quattrocento libri, mentre il 9,6% non ne possedeva nessuno); altro dato sintomatico è la percentuale di laureati, bassa rispetto alla media europea (nel 2008, solo l’11,6% dei maschi italiani e il 12,8% delle donne italiane, contro il 32,7% dei maschi olandesi e il 39,4% delle donne finlandesi),  i biglietti venduti per attività teatrali e musicali (25.379 nel 1990 e 34.252 nel 2009), il numero di visitatori di istituti di antichità ed arte (25.738 nel 1990 e 32.345 nel 2009), l’accesso ad internet delle famiglie (52% nel 2010) etc..
Dati, soprattutto quelli relativi al possesso di libri e alla percentuale di laureati, che indicano uno stato della cultura tutt’altro che confortante, con vuoti probabili di conoscenze e di competenze  tali da spiegare, forse, più di un aspetto disfunzionale nel nostro Paese; a partire dalla difficoltà di dare risposte adeguate alle esigenze poste dalla vita (in ambito politico, economico, professionale e culturale). Al sistema scolastico e formativo pubblico – che dovrebbe essere la leva del cambiamento e della crescita culturale – sono stati del resto inferti da questo Governo colpi mortali, accompagnati da un’azione mediatica distruttiva dei valori a fondamento dello studio e dell’impegno sociale e culturale. A questo s’aggiunge un uso smodato della rete, soprattutto dei social networks, dove molti giovani e meno giovani stazionano anche fino all’alba, rinunciando o riducendo al minimo il tempo per lo studio e le relazioni sociali dirette.
Tale stato di cose, inevitabilmente, si riverbera sui soggetti che interagiscono nel mondo della cultura, che nel caso della poesia sono gli autori, i lettori, gli editori, i critici e i media. A parte ciò che si va dicendo da anni sulla proliferazione degli autori di versi, sul disinteresse dei lettori per la poesia,  sull’editoria a pagamento, sui critici poco severi, distratti, spietati o fidelizzati dalla grande editoria, sulle terze pagine dei quotidiani e sulle tivù che si occupano poco o nulla di poesia, credo che si debba prendere atto, come dato  assodato, del sovraffollamento di pubblicazioni cartacee e webbiche di testi poetici, con casi di sovraesposizione non giustificata, spesso, dalla qualità dei lavori. Questo fenomeno, anche se poco o nulla incide sulla creazione di buona poesia (che c’è ed è anch’essa un dato assodato), per contro, finisce però per nasconderla al lettore come un ago nel pagliaio, che s’allontana da essa sempre più diffidente. 
Quanto alla funzione della poesia, credo che ci si aspetti da questa forma d’arte parole di verità profonde in cui riconoscersi, e accensioni di nostalgia e di sogno d’un mondo  migliore: nella bellezza, nella pace interiore, nella giustizia sociale.  E’ vero che la poesia non potrà mai cambiare il mondo, ma nei casi in cui sa suscitare in noi quanto già accennato ecco che ci ritroviamo più consapevoli ed esigenti  verso noi stessi e verso la società in cui viviamo.

Oltre alla scrittura, quali forme d’arte ti attraggono particolarmente?

La pittura e la musica, che il poco tempo non mi consente di seguire come vorrei.

Un autore da riscoprire?

Più che il termine “riscoprire” userei l’espressione “conoscere più estesamente”; cosa infrequente ma possibile, considerando che per la poesia il destino è per lo più la nicchia e l’indifferenza. Meriterebbero dunque di essere conosciuti più estesamente poeti come Paul Celan, Wallace Stevens, Kavafis.

Un libro da leggere assolutamente?

“Il cantiere e altri luoghi” di Angelo Mundula (Delfino, 2006) 


UNA POESIA INEDITA DI GIOVANNI NUSCIS

La roccia madre

La roccia madre
sotto la grandine mite
di piante e bestie.
I blu gli ocra i viola gli infiniti
colori che tornano
confusi a braccia e gambe flosce.
Delle vicende minime concluse
strappano i venti
a malapena
inediti miscugli di odori.
Delicate si sfiorano cadendo
le cellule
con parvenze di chiome ed occhi
che tremano nei laghi minuscoli
di onde e risacche.
Ride la madre, il buio mestruo
zampilla e anima la terra.
La bionda pupilla osserva
e sfrigola nel burro del mattino;
larga, la notte
placidamente s’assopisce.


NOTIZIA BIO-BIBLIOGRAFICA

Nato ad Ancona nel 1958, vive dal 1973 a Sassari.
Laureato in giurisprudenza, si occupa attualmente di formazione. Ha pubblicato i libri di poesia “Il tempo invisibile” (Book Editore, Castelmaggiore, 2003) (Premio Nazionale di poesia “Alessandro Contini Bonacossi” ed. 2003, come opera prima), In terza persona (Manni, Lecce, 2006) e “La parola data” (L’arcolaio di Gianfranco Fabbri, Forlì 2009), “Transiti” (Quaderni di Poiein a cura di Gianmario Lucini – Puntoacapo Editrice, Novi Ligure 2010). Per la poesia inedita, ha vinto il Premio Turoldo ed. 2005 organizzato dall’Associazione Poiein (1° classificato). E’ stato segnalato al Premio Lorenzo Montano 2008 (22° edizione) per la sezione “Raccolta inedita”. Suoi testi sono stati inseriti in alcune antologie tra le quali: “Biblioteca dell’inedito” 2004 - Antologia multimediale (Edizioni Il filo), “Parliamo dei fiori” a cura di Vincenzo Guarracino (Zanetto Editore 2005), “Haiku, Tre versi per la pace” (Edizioni Il filo 2003),  “Vicino alle nubi sulla montagna crollata” (Campanotto editore, 2008), curata da Luca Ariano ed Enrico Cerquiglini. Hanno scritto sulla sua poesia, tra gli altri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Maurizio Cucchi, Antonio Fiori, Sebastiano Aglieco, Stefano Guglielmin, Fabrizio Centofanti, Anna Maria Curci, Flora Restivo, Angelo Mundula, Antonio Strinna, Marco Scalabrino, Gianmario Lucini, Franco Fresi, Gianfranco Fabbri, Gian Ruggero Manzoni, Giovanni Campus, Roberto Rossi Testa, Savina Dolores Massa, Salvatore Tola, Pasquale Vitagliano. Poesie, note di lettura e interventi critici, propri o sul suo lavoro sono stati pubblicati sulle riviste l’immaginazione, Polimnia, La clessidra, Gemellae, Le Muse e sul quotidiano La Nuova Sardegna; in rete, su Nazione Indiana, La Poesia e lo spirito, Via delle belle donne, Italia Libri, ORG, Poiein, Sinestesie,  Il Convivio, Rotta Nord Ovest, La costruzione del verso, Rebstein – La memoria del tempo sospeso, I poeti del Parco, Lingua Siciliana, Parole di Sicilia, Fara, Neobar, Blanc de ta nuque, LucaniArt, Oboesommerso, Compitu re vivi. Fa parte della redazione del blog collettivo “La Poesia e lo spirito” (www.lapoesiaelospirito.wordpress.com). Gestisce un blog, “Transito senza catene” (www.giovanninuscis.splinder.com ), dedicato alla poesia, alla letteratura e all’attualità.